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Strada Statale 103 di Val d’Agri

Lunghezza: 171 km Strada Statale 103 di Val d’Agri
Comuni attraversati: Stazione di Montalbano Jonico – Craco – Stigliano – Cirigliano – Gorgoglione – Guardia Perticara – Corleto Perticara – Viggiano – Grumento Nova – Moliterno – Montesano sulla Marcellana
Itinerario: caschettocaschettocaschettocaschettocaschetto
Asfalto: caschetto
Panorama: caschettocaschettocaschettocaschetto

La Basilicata è percorsa da quattro grandi bacini orografici, che la tagliano grossomodo da Ovest verso Est, sfociando nel mar Jonio: parliamo dei fiumi Bradano, Basento, Agri e Sinni. Tutti e quattro sono attualmente fiancheggiati dalle uniche strade a scorrimento veloce della regione, nell’ordine SS655, SS407, SS598 ed SS653, tutte di recente costruzione come la numerazione indica chiaramente.

In realtà sin dal 1928, anno in cui fu costituita la A.A.S.S. (poi Anas), queste quattro vie naturali erano grossomodo percorse da altrettante strade statali: la Statale 96 Barese e la SS168 di Venosa per il Bradano, la SS7 Appia per il Basento, la SS103 di Val d’Agri per l’omonimo fiume e la SS104 Sapri – Ionio per il Sinni.

Naturalmente poco hanno in comune con le attuali, le quali sono essenzialmente costituite da viadotti costruiti direttamente nel fondovalle: erano strade di montagna, più o meno tortuose, scavate nella roccia o nell’argilla. Il fiume fiancheggiava sì la strada, ma lo si poteva vedere dall’alto… e a volte ci si passava sopra tramite uno di quei bei ponti in pietra che, ancora oggi, possono renderci orgogliosi di quello che sappiamo fare (quando ci impegnamo!).IMG_3_SS103Oggi vi parlerò della penultima, ovvero la Strada Statale 103 “di Val d’Agri”. È una ex strada statale italiana, ora frammentata in gestione alle varie province, che collegava la stazione ferroviaria di Montalbano Ionico con Montesano Scalo, in Campania, crocevia da dove, ancor oggi, si dipartono un buon numero di altre importanti vie di comunicazione, fra cui l’A2 del Mediterraneo, la linea ferroviaria Reggio Calabria-Napoli e altre importanti strade, come la SS19 delle Calabrie e la SS517 Bussentina.

Il percorso

Cercherò di tenere a bada la frustrazione che provo ogniqualvolta che, parlando di una strada particolarmente bella, sono costretto a frenare il mio naturale entusiasmo a causa dello stato di abbandono totale dei luoghi. Quello della SS103 è forse il caso più eclatante che mi viene in mente. Molto godibile fino ad una decina di anni fa, è peggiorata drasticamente per via del totale disinteresse nei confronti del suo bellissimo percorso, che ci porta a scoprire alcuni dei borghi più caratteristici della Basilicata centromeridionale.

Si parte dunque dalla vecchia stazione di Montalbano Jonico, in mezzo ai calanchi. Se avete visto Basilicata Coast to Coast, sentirete nell’aria la voce lontana di Rocco Papaleo, in una scena girata non lontano da qui:

I mandarineti ci accompagnano fin dove la strada inizia a salire, con una serie di tornanti. In cima alla collina si trova una cantoniera in rovina, con una fontana vicino. Anche se non gli dareste un centesimo, l’acqua è freschissima e potabile: arriva direttamente dalle sorgenti del Frido, sul Pollino.IMG_2_SS103

Altri tornanti, in discesa stavolta, altri mandarini, quel che resta della vecchia ferrovia Montalbano – Pisticci Scalo – Ferrandina, e calanchi, calanchi a perdita d’occhio: qualcosa si scorge in lontananza davanti a noi, nella luce del tramonto. Superiamo il bivio per Pisticci, attraveriamo un’ampia vallata fino ad arrivare ad un ulteriore bivio, segnato da un grosso albero al centro. Proseguiamo dritto, infatti girando a sinistra imboccheremmo una variante, di costruzione più recente, che non ci permetterebbe di godere dello spettacolo che vedete qua sotto:IMG_7_SS103

Craco, la città fantasma. È sicuramente inutile che io spenda parole per commentare questo borgo, abbandonato negli anni ’60 a causa di continui smottamenti. Sono certo del fatto che se state leggendo queste pagine lo conosciate già, ma ad ogni modo vi rimando a chi è certamente piu qualificato di me sull’argomento.

Ho avuto il piacere di visitarlo un po’ di anni fa, quando non era ancora (giustamente) diventato un’attrazione turistica che richiama numerosi visitatori all’anno, nella galleria fotografica qui di seguito ho inserito qualche mia foto (scattate fra il 2008 ed il 2010).

Tornando alla strada, qui si fa molto tortuosa. Un susseguirsi di pif-paf lenti ed in salita, affacciati sui soliti calanchi, che padroni assoluti della scena: sia per il paesaggio tutt’attorno, sia perchè sono la causa delle cattive condizioni della strada. Asfalto vecchio e dissestato, banchine assolutamente abbandonate all’incuria ci rovinano decisamente la festa qui. Male, non un bel biglietto da visita. E dire che basterebbe poco per restituire al percorso la dignità che merita, anche in virtù di quanto detto sopra: sono zone frequentate ed universalmente riconosciute per la loro bellezza.IMG_5_SS_103

Verso Stigliano

25 chilometri ci separano dal prossimo paese. In mezzo…nulla, oppure tutto: dipende da come la si vuole vedere.

Perchè se è vero che non incontreremo segni di civiltà, a parte forse qualche agricoltore al lavoro (anche di Domenica, come ben sapete la campagna non conosce ferie), è pur vero che l’essenza della val d’Agri è tutta qui, fra il silenzio dei calanchi bruciati dal sole: ci vorrebbe uno scrittore per descrivere pienamente cosa si prova. Se avete letto Carlo Levi, lui è la persona giusta. Altrimenti, leggetelo. IMG_10_SS103

Se ci fermiamo un attimo a bordo strada e spegnamo il motore non sentiremo nulla. Rompere questo silenzio è quasi sacrilego, eppure le Domeniche di qualche anno fa, non era raro sentire echeggiare i vari Termignoni e Leovince SBK, tanto in voga in quel periodo: sì, era fra le nostre mete preferite, poi progressivamente i motociclisti hanno iniziato ad evitarla, le condizioni dell’asfalto, il brecciolino diffuso, le buche l’hanno resa sempre più stressante e pericosa. E, badate bene, non mi riferisco solo a chi ha pruriti particolari al polso destro: se ci si vuole godere la passeggiata, magari con qualcuno sul sellino posteriore, non si vuole certo ce corra rischi.

Tutto ciò dispiace. Dispiace tanto. Perchè la strada in sé non è affatto male, curve in abbondanza e ben pensate, traffico zero. Il tratto che stiamo percorrendo è stato parzialmente ammodernato qualche decina di anni fa, la strada si distende e da un po di respiro prima di salire verso Stigliano e il valico di Montepiano, a circa 900 metri di altitudine.IMG_12_SS103

Le curve, quelle vere

Cirigliano è un piccolissimo comune di 300 anime in provincia di Matera, situato a 600 metri di altezza.

La strada che stiamo percorrendo copre i 400 metri di dislivello negativo arrotolandosi adesso in un groviglio di tornanti scavati nella roccia, prima di arrivare in piazza.IMG_15_Cirigliano

La situazione asfalto è gia peggiorata appena fuori Stigliano e si mantiene tale. Procediamo a velocità molto limitata, fra la vegetazione che a volte ha superato muretti e guardrail e cerca di inghiottire la strada, non più difesa da nessuno. Nella lotta fra uomo e natura, qui l’uomo ha gettato la spugna da tempo. In ogni caso la bellezza dei luoghi ripaga del sacrificio.IMG_13_Cirigliano

Continuiamo a scendere fino al torrente, le cui acque hanno col tempo scavato una profonda gola in mezzo alle montagne. Il vecchio ponte solitario in mezzo al verde del bosco. La strada si impenna bruscamente, a stretti tornanti. Imponenti rocce fanno capolino sopra di noi, bucando la linea degli alberi. Mi ricordano qualcosa…ah si! Isola di Pasqua, per piacere, spostati un pò…IMG_17_Gorgoglione

Gorgoglione

Mentre saliamo, penso che non sarebbe affatto male neanche in bici qui. La vista che si apre man mano che saliamo, i muretti in pietra e i tornantini impilati ordinatamente uno sopra l’altro ricordano quelle immagini che si vedono spesso su instagram. E che non sono in Italia. Ma che, a quanto vedo, potrebbero tranquillamente esserlo.

Anche Gorgoglione è piccolino: 900 abitanti, più o meno. Anche qui non è una cattiva idea fare una sosta, respirare e godersi lo splendido panorama cui già ho accennato, rivedendo fra l’altro tutta la strada fatta finora in un solo colpo (cosa che, personalmente, mi dà sempre una certa soddisfazione).IMG_16_Gorgoglione

Guardia Perticara

Riprendiamo la strada, direzione Guardia Perticara.

Devo effettuare una comunicazione di servizio: l’ultima volta che l’ho fatta ho avuto qualche intoppo: una vasta frana precludeva un lungo tratto, appena fuori da Gorgoglione. Fra deviazioni, cagnetti e cagnoni siamo riusciti a passare oltre, aggirando l’ostacolo da monte. È passato qualche anno, mi riservo di aggiornarvi sulle condizioni non appena ci ritorno.

IMG_25_GuardiaPerticara

Guardia Perticara, dicevo. Altro comune di appena 500 anime. C’è molta gente qui, vero? Strano per un’area ricca, tra l’altro, di pozzi petroliferi, vero? In un mondo normale, con i soldi del petrolio, le infrastrutture qua dovrebbero brillare, le strade dovrebbero avere i guardrail in titanio aeronautico ed i paesi non dovrebbero essere vuoti. Che succede? Una parziale risposta potremmo darcela notando che gli unici veicoli che s’incontrano sono quelli di servizio dei pozzi petroliferi. Tutti con targa straniera. Tutti, non “buona parte”.

Per fortuna, nonostante le infrastrutture non brillino, Guardia Perticara brilla eccome. il paese non ha un centro storico, il paese è il centro storico, ed è perfettamente ristrutturato. Parcheggiare la moto nella piccola piazza e fare un giro a piedi in questo tranquillo borgo lucano è uno di quei piaceri che vanno assaporati e custoditi, sperando che anche il futuro ci riservi la possibilità di viverli il più a lungo possibile.IMG_24_Guardia_Perticara

Corleto Perticara

Continuiamo sulla nostra bella strada statale per qualche chilometro ancora, arrabbattandoci alla benemmeglio per mantenere una parvenza di grip sull’asfalto sbriciolato, e confidando ciecamente nella resistenza dei numerosi, vecchi ponti in pietra che incontriamo. Anche qui penso sempre la stessa cosa: se dovessere venir giù (non necessariamente con noi sopra) sarebbe comunque un gran peccato. Servirebbe fare qualcosa, vale il discorso fatto sopra. Ok…non lo ripeterò ulteriormente, sto diventando pesante…IMG_19_SS103

Corleto Perticara è decisamente più grande.

Ed è anche decisamente piu frequentato di Domenica. Qui la SS103 incrocia la Strada Statale 92 dell’Appennino Meridionale, il paradiso, l’acme di ogni motociclista nato da Napoli in giù. È dunque il caso di fermarsi in centro, al bar, magari si riesce a fare due chiacchiere con qualcuno simile a noi. Per quanto mi riguarda, non c’è volta che mi fermi qui e non incontri qualche amico…ma vabbè, noi ormai siamo di casa qua!

Sono sicuro che il rombo di qualche quattro in linea, mentre combattevate con l’anteriore, lo avrete sentito nel casco. E vi sarete anche chiesti da dove diavolo provenisse, di certo non dalla nostra strada.IMG_26_Corleto-2

Verso Viggiano

A questo punto il 101% di voi avrà deciso di girare a destra, o a sinistra, prendere la SS92 ed andarsi a divertire per davvero. Non vi biasimo ne vi sconsiglio, la 92 è meglio. Sempre e comunque. Almeno fin quando non asfalteranno questa. Cioè mai.IMG_27_SS103

Mi sacrifico io per voi e continuo sulla 103 in direzione Viggiano, famosa principalmente per essere il centro nevralgico della produzione petrolifera della regione. Oltre a questo è però anche una bella città, al pari di tutti gli altri borghi incontrati finora. Da segnalare in zona, il santuario della Madonna Nera del Sacro Monte di Viggiano, protettrice della Basilicata e meta di pellegrini e camminatori in genere. Sita in posizione estremamente privilegiata, merita certamente la camminata a piedi che si deve fare per raggiungerla.

Entriamo presto in un fitto bosco, da cui tardi usciremo. Da Corleto a Viggiano sono circa un’ora di curve nel bosco, inframezzate qui e là da qualche pozzo petrolifero. Purtroppo alcuni di questi presentano intorno cartelli sinistri legati a fuoriuscite ed inquinamento. Ma questa è un’altra storia. A giudicare dalla rigogliosa vegetazione, comunque, non sembra che la natura se ne preoccupi troppo.

Poco prima del paese la strada si apre sulla campagna sottostante, disseminata di alberi secolari. Vale la pena anche qui fermarsi un momento ad ammirare, dinanzi a noi, il lago di Pietra del Pertusillo, la cima calva del monte Raparo e piu indietro, i duemila metri del monte Sirino.IMG_28_ViggianoSS103

Grumentum

Proprio di fronte Viggiano possiamo vedere un altro paese di antichissime origini: Grumento Nova, al secolo Grumentum, città romana di cui oggi restano vasti scavi archeologici, visitabili su prenotazione poco più a valle dell’attuale centro abitato.IMG_29_GrumentoNova

La strada prosegue verso Sarconi e Moliterno, su una variante ammodernata. La vecchia strada comunque esiste ancora, la si imbocca entrando dentro Moliterno, laddove l’occasione può esser ghiotta per fare una visita al Castello e a qualcuno dei numerosi poli museali disseminati in città (cosa che io ancora non ho fatto, era in programma ma adesso, come sapete, sono tempi duri…).

La strada, molto bella paesaggisticamente anche qui, immersa nel bosco e delimitata da quei vecchi paracarri in cemento che fanno tanto film in bianco e nero, non è molto diversa da quanto incontrato finora, forse un po’ meglio come asfalto.

Capolinea

Raggiungiamo Montesano sulla Marcellana la situazione migliora un po’: la strada è ancora utilizzata e quindi tenuta meglio, risultando piuttosto divertente. Sono le ultimissime curve prima di incrociare la SS19 delle Calabrie presso Montesano Scalo. Purtroppo non ho foto di qui, ma mi riprometto di tornare sull’argomento…

170 chilometri e spiccioli, durante i quali più di una volta mi avrete maledetto.

170 chilometri che per percorrerli ci vuole quasi una giornata intera.

170 chilometri dopo i quali potrete certamente dire di aver visto la Basilicata, le bellezze che nasconde, lo spettro di un passato difficile e quello di un presente minato da chi vuole spremerla come una spugna dopo la doccia.

Un viaggio, un’uscita in moto ha senso solo se ti lascia dentro qualcosa. E sono certo, malgrado tutto, questa è una di quelle che lascia un ricordo indelebile.IMG_22_SS103

Sperando come sempre che prima o poi qualcosa cambi e ci si renda conto che queste vecchie strade sono un patrimonio che merita più considerazione, perchè hanno ancora tanto da dire e da dare.

In fondo, questo spazio web serve a questo. 🙂

Da non perdere in zona

Parco Museale Scenografico di Craco

Stigliano – parco della Mandarra

Guardia Perticara – il paese di pietra

Viggiano – Santuario del Sacro Monte

Grumento Nova – Scavi di Grumentum

Galleria Fotografica