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Una bella Domenica

E’ una Domenica mattina d’autunno. Mi sono svegliato presto, sono sceso giù, ho fatto scaldare la moto e sono uscito. Destinazione, nessuna…a parte il bar, perchè come ogni Domenica ho proprio voglia di croissant e caffè.

Mentre faccio colazione e penso a dove andare, squilla il telefono. E’ mio padre che mi chiede “Ma sei uscito in moto?IMG_20190922_092932A quanto pare anche lui ha avuto la stessa idea. Una cosa che non accadeva da tempo immemore.

“Ok” gli dico, “raggiungimi”. E nel frattempo che aspetto continuo a ragionare su dove poter andare, ma si sono aggiunte due variabili: una è l’orario di rientro. L’altra è la moto di mio padre, una giovincella di 50 anni appena compiuti (vabbè, non che la mia sia tanto differente…).

Il borbottìo del vecchio bicilindrico a V precede di gran lunga l’arrivo di mio padre, tant’è che riesco a farmi trovare gia con casco, guanti e motore al minimo.

E’ proprio una bella giornata: mi godo la Murgia tutt’intorno, col motore che trotterella 3000 giri. Mi dico che vale sicuramente la pena andare a fare due foto sul belvedere di Murgia Timone, proprio di fronte ai Sassi di Matera. Già, che fortuna averli a mezz’ora da casa.MG_5310Continuiamo su strade poco o nulla trafficate. Anche se il turismo qui è tanto, basta spostarsi appena fuori città e non si incontra quasi nessuno…a parte qualche intraprendente tedesco o inglese, in bicicletta.

Montescaglioso

Accelero un pò, prendo qualche curva di vantaggio su mio padre e mi fermo. Tiro fuori la fotocamera e scatto qualche foto mentre sale fra i tornanti. Tutto torna: la vecchia, bella salita per Montescaglioso, una vecchia moto, il solito borbottìo dei Lafranconi tipo America. Se la foto fosse anche in bianco e nero potrei dire di averla trovata fra le cose di mio nonno.MG_5341Vengo spesso qui in bicicletta, la salita che abbiamo appena fatto solitamente è una bella fatica.

Facciamo una sosta nella bella piazza vicino l‘Abbazia di San Michele Arcangelo, e ci godiamo la splendida vista sulla valle sottostante, con il lago in lontananza.MG_5349

Grottole

Scendiamo a valle, sulla ex SS380 dei Tre Confini, per un rifornimento al volo prima di riprendere la vecchia via Appia. Sulla Statale noto che la vecchia Guzzi di mio padre tiene tranquillamente anche le andature “moderne”. Ma vedi un pò!

Comunque sia dopo pochi chilometri siamo di nuovo a disegnare curve in mezzo alle campagne. Mi fermo ancora una volta a fare qualche foto:IMG_1815Nei pressi di Miglionico la strada diventa anche bella e possiamo divertirci un po’, forti dei nostri telai doppia culla in acciaio, della forcella telescopica e del doppio freno a disco…ah no quello ce l’ho solo io, la Guzzi ha un tamburo a doppia ganascia.IMG_1817

Arriviamo così a Grottole. Piccolo paese della medio Basento, posto sul tracciato della via Appia, è dominato da due grandi strutture. Una si direbbe un castello, l’altra è difficile capire cosa sia da qui. In ogni caso io mi sono già fermato e ne approfitto, come al solito per scattare qualche foto. Del resto sono famoso per l’esasperante cadenza delle mie “Pause fotografiche”…IMG_3228

Entriamo dunque nel borgo, semideserto come se ci fosse il coronavirus, ma siamo in tempi non sospetti.

Dunque una struttura è – guarda un po’ – un antico maniero in fase di restauro, dalla cui spianata si puo godere, ancora una volta, di uno splendido panorama sul centro storico, sulla valle del Basento e, in lontananza, anche sulle Dolomiti Lucane.MG_5365

L’altra invece è l’antica Chiesa dei SS. Luca e Giuliano, danneggiata nei secoli da molteplici terremoti fino all’abbandono, avvenuto nel XVIII Secolo. I resti della navata centrale e della relativa cupola dominano decisamente il profilo dell’abitato, conferendogli da lontano un’aria severa, quasi spettrale da certe angolazioni.IMG_2061c

L’edificio sembra essere in fase di recupero, non è completamente visitabile ma è molto bello.

Intanto s’è fatto mezzogiorno, arriva anche la telefonata di mia madre e, visti i ritmi che portiamo, è ora di rimetterci in marcia. Salutiamo Grottole con una foto sulla spianata del Castello e puntiamo le ruote verso casa.MG_5359

Il nostro ritmo blando ci lascia comunque il tempo e la libertà di preferire alla moderna superstrada per Matera e Altamura (dove oggi saremmo perlomeno fuoriluogo) la vecchia strada in mezzo alle Murge, un po’ dissestata è vero, ma sempre piacevole per tutto il resto…IMG_2195

Una mattinata particolare, l’emozione di uscire con mio padre dopo tanti anni, con due moto che insieme fanno settant’anni.

Un giretto inaspettato, che tuttavia ti rimane dentro ed è fra le cose che, più di ogni altra, ti fa ringraziare di avere la moto come passione.

E di poterla, almeno di tanto in tanto, condividere.

Ah, quasi dimenticavo, probabilmente avrò stimolato la curiosità di qualcuno, e meno “attempati” potrebbero non essere riusciti a trovare una risposta…

La Moto Guzzi nelle foto è una V7 del 1969.

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